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Quando il cervello non va in vacanza...5 strategie per rilassarlo.

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Quando il cervello non va in vacanza...5 strategie per rilassarlo.

 

Arrivati a questo punto dell’anno impossibile non sentire parlare di vacanze, viaggi e ferie, ma studi dimostrano che tre italiani su 4 non riescono a rilassarsi davvero in vacanza e sfruttare questo periodo per recuperare energie mentali e corporee per poter affrontare nuovamente un lungo periodo di lavoro. In questi italiani rientrano gli stakanovisti incalliti, i pessimisti, coloro che pensano che senza di loro il lavoro non possa proseguire e quelli che pensano che loro senza il lavoro non possano andare avanti. Il problema è che senza mai concedersi uno stacco, il cervello si sovraccarica e risulta in ultima istanza molto meno performante. Naturalmente anche il corpo patisce le conseguenze di questo sovraccarico, manifestando acciacchi e malanni magari ignorati. Ecco allora che può essere utile qualche consiglio per riuscire a godersi appieno le vacanze e riappropriarsi di una dimensione personale quasi dimenticata.

 

1) PARTIRE SENZA SENSI DI COLPA

Ripetetevi che le vostre vacanze sono state ben meritate e che si tratta di giorni preziosi, di cui avevate bisogno, dopo tutto l’impegno profuso nei mesi lavorativi. Se ancora non siete convinti e siete di quelle persone che sostengono che sia il lavoro a nobilitare l’uomo e la vacanza sia per i fannulloni (mai potreste pensarvi in questa deplorevole veste!) potete addirittura permettervi di pensare che queste vacanze che state facendo, se ben ottimitizzate, serviranno proprio per essere maggiormente produttivi sul lavoro al vostro rientro. Il cervello infatti, come accennato nel punto prima, ha bisogno di un tempo in cui non è impiegato in particolari attività. Ecco, che il senso di colpa è trasformato così in un pensiero positivo che ci può autorizzare a staccarci completamente: pensate che idee mirabolanti potrebbero venirvi dopo una bella vacanza! 

 

2) CONNESSI SI, MA ALLA REALTA'

Naturalmente è imperativo non portarsi il lavoro in vacanza. Staccatevi dallo smartphone e prestate attenzione a quel che vi circonda.  Secondo uno studio presentato alla Computer-Human Interaction (CHI 2012) Conference di Austin, Texas, non avere accesso alla propria casella di posta elettronica riduce notevolmente lo stress sul lavoro e facilita molto la concentrazione.

Per mettere in atto una fase detox dal cellulare, scegliete spiagge senza connessione wi-fi, o lasciate volontariamente l’apparecchio in albergo. Osservate (e apprezzate) il paesaggio in cui vi trovate, e parlate con chi vi sta vicino, scambiando idee e opinioni. La mente si aprirà e nuova energia comincerà a scorrere anche nei vostri circuiti cerebrali. 

Avvisate per tempo clienti, colleghi, parenti, amici su quando sarete in vacanza, questo faciliterà il fatto di non essere cercati in quel periodo. Portate a termine tutte le incombenze prima di partire in modo da non aver bisogni di dispositivi o connessioni per fare cose mentre siete in vacanza.

 

3) Il DOLCE FAR NIENTE

Oziare vuol dire lasciare alla mente la capacità di vagare a suo piacimento, rilassarsi e produrre nuove idee, diverse e stimolanti.

Le neuroscienze hanno dato negli ultimi anni un valido contributo alla comprensione dei meccanismi neurali coinvolti nel mind wandering, letteralmente “mente vagabonda”. Gli studi a riguardo hanno individuato una rete neurale legata a questa attività di pensiero: il Default Mode Network (DMN). Questa rete neurale comprende la corteccia prefrontale mediale, la corteccia cingolata posteriore e le cortecce infero-parietale e temporale. Rispetto ad altre aree corticali, il DMN ha un particolare pattern di attivazione: l’attività corticale di questo network tende a ridursi significativamente durante compiti cognitivi, mentre aumenta i suoi livelli di attività quando il cervello è a riposo (Raichle et al., 2001). Questo presenta diversi vantaggi: accresce la creatività in quanto l’attività vagabonda della mente permette di creare nuove connessioni, fare pulizia dalle informazioni superflue e riordinare le idee. Non vi è mai capitato dopo una giornata in cui vi siete scervellati su un problema di sospendere, tornare a casa magari fare un pò di sport e la mattina dopo rimettendovi davanti al pc avere l’intuizione giusta per la risoluzione? Ecco di cosa stiamo parlando.

4) GODERE ANCHE CON IL CORPO

Sembra più facile rilassare il corpo rispetto alla mente, ma è difficile e sarebbe forse scorretto, separare le due componenti. Il cervello dopo tutto è una parte del nostro corpo. Anzi ne occupa tutto sommato una piccola porzione (anche se potentissima): il cervello è costituito infatti da 1.300-1.500 grammi di tessuto gelatinoso, composto da 100 miliardi di cellule (i neuroni) ognuna delle quali sviluppa in media 10 mila connessioni con le cellule vicine e riceve miliardi di segnali dal corpo ogni giorno. Sfruttare consapevolmente questi segnali che il corpo invia al cervello prestando maggiore attenzione alle sensazioni vissute e lasciandosi andare alle percezioni evocate può aiutare il cervello a produrre endorfine del piacere e della calma.

Dedicatevi dunque a lunghe passeggiate se possibile a piedi nudi, indossate solo pochi abiti leggeri, a massaggi, prendete consapevolezza delle varie parti del vostro corpo. Dedicatevi con maggior relax e consapevolezza alla sfera passionale e sentimentale della vostra vita, lasciate spazio alle fantasie e all’intimità. Potreste pensare anche di provare il vostro corpo in nuove imprese, nuovi sport (valutate il tutto in base all’allenamento che avete): non  si tratta naturalmente di strafare ma sperimentare e percepire il proprio corpo in attività non convenzionali, vedere come reagisce, potremmo avere piacevoli scoperte e vedere come quelli che pensavamo limiti non lo sono. Da questo potremmo trarre più stimoli per prenderci cura del nostro corpo, magari anche una volta rientrati a casa e per coltivare la propria autostima.

5) “QUI ED ORA” PER GESTIRE I PENSIERI NEGATIVI

A proposito di prestate maggiore attenzione alle percezioni corporee, si potrebbe partire proprio da qui per riuscire a gestire i pensieri negativi che compaiono in vacanza (ma naturalmente non solo) ed evitare il rimugino su preoccupazioni lasciate a casa ma non dimenticate, problemi o altro. Spostare l’attenzione dal pensiero alle sensazioni percepite nel corpo in quel momento o concentrandosi sulla respirazione notando ritmo, movimento, odori, fa si che il nostro cervello si impegni in un pensiero alternativo a quello negativo e possa staccarsi da questo. Ogni volta in realtà che portiamo la nostra attenzione ad aspetti del tempo presente che viviamo, un panorama, una musica o un su ono nell’aria impegnamo la nostra mente in un’attività alternativa e più benefica del rimugino, che allevia le emozioni evocate dal pensiero negativo e permette alla cervello di rigenerarsi. La mindfulness è maestra in questo proponendoci diversi esercizi facili da sperimentare nei luoghi più diversi. Concentratevi allora sulle piacevoli attività che svolgete in vacanza, sul gioco coi vostri figli, sulla nuotata che vorrete fare, o anche solo contemplando un bel panorama. Lasciatevi incuriosire dalle novità che vi si presentano  e lasciatevi emozionare. 

 

Sperimentatevi durante le vostre vacanze e fatemi sapere al rientro come è andata. Scrivetemi e potrò darvi qualche consiglio per perfezionare tecniche o adattarle al vostro caso specifico. 

Intanto che siano per tutti ottime vacanze rilassanti anche per il nostro cervello!

 

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